primavera07.jpgprimavera17.jpgprimavera02.jpgprimavera03.jpgprimavera01.jpgprimavera09.jpgprimavera13.jpgprimavera14.jpgprimavera16.jpgprimavera04.jpgprimavera08.jpgprimavera05.jpgxmani_logo_1.jpgprimavera12.jpg

METODO CLIDD PER IL TRATTAMENTO DEI D.S.A.

Il Metodo CLI.D.D. (Clinica della Dislessia e Disgrafia) è un insieme di azioni educative per la diagnosi ed il trattamento dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento.

E' stato creato dal Prof. Crispiani Piero, pedagogista clinico e docente dell'Università di Macerata, direttore scientifico del C.I.D. (Centro Italiano Dislessia). Il C.I.D. fa parte del Centro Studi ITARD, ente formatore accreditato MIUR che gestisce la rete dei servizi territoriali nazionali inerente i Disturbi Specifici di Apprendimento.

COSA SONO I DSA SECONDO IL METODO CLIDD?

Il Metodo CLIDD considera la dislessia e gli altri disturbi specifici dell'apprendimento (disgrafia, disortografia, discalculia) come disordini delle funzioni esecutive, cioè di quei processi che coordinati ed organizzati tra loro permettono di svolgere una serie di attività tra cui anche leggere, scrivere e calcolare.

Chi presenta un disturbo di questo tipo gode di intelligenza e cultura, ha imparato a leggere, a scrivere e a calcolare ma lo fa con molta lentezza ed errori frequenti. I requisiti ci sono ma non funzionano in modo ottimale. Quindi il disturbo non riguarda la difficoltà ad imparare, bensì la fatica di leggere, scrivere, calcolare in modo fluente ed efficace. Aspetti che possono essere allenati e potenziati attraverso il giusto tipo di esercizio. Il metodo CLIDD si inserisce nel filone di studi e ricerche che considerano i DSA come disordini su base motoria piuttosto che fonologica e linguistica, li definisce infatti “disprassie sequenziali”. Vediamo perché....

I CONCETTI BASE SU CUI SI FONDA IL METODO CLIDD

Quando la lettura e la scrittura sono efficaci ed efficienti?

Quando si eseguono in modo automatico tutte le piccole azioni che, una dopo l'altra, in sequenza, portano a comprendere il testo che abbiamo di fronte. Tutte le azioni implicano delle sequenze: vestirsi, lavarsi, organizzarsi, presentare un lavoro e anche leggere, scrivere, calcolare, disegnare, studiare, fare un riassunto...senza sequenze la vita è caotica! Spesso chi presenta un disturbo specifico dell'apprendimento appare disorganizzato proprio nell'eseguire molte delle azioni quotidiane e scolastiche che richiedono la successione, l'ordinamento in sequenze e il coordinamento nello spazio e nel tempo.

...Quando sono fluenti, cioè quando si inizia con sicurezza e si procede con ritmo e velocità costanti, non ci si interrompe e non si torna indietro spesso, si compiono pochi errori, ci si corregge da soli e subito, si riesce a mantenere l'attenzione.

...Quando permettono di comprendere ciò che si legge e si scrive: nessuno legge per fare esercizio di lettura, si legge per comprendere! E per comprendere serve la capacità predittiva, cioè quella capacità di intuire il significato delle parole mentre scorrono sotto gli occhi.

...Quando, sul piano motorio, gli schemi e le funzioni necessari all'esecuzione di lettura-scrittura-calcolo sono automatici e ben coordinati. In tal senso la dominanza laterale, la motilità oculare, l'inseguimento percettivo, la simultaneità, gli schemi crociati, giocano un ruolo fondamentale. Leggere, scrivere, calcolare o risolvere problemi matematici implicano necessariamente sapersi organizzare nello spazio e nel tempo ed avere una buona coordinazione.

LA VALUTAZIONE

La diagnosi dei DSA secondo il Metodo CLIDD è una valutazione pedagogica, di tipo qualitativo e funzionale, in quanto esplora proprio quelle funzioni esecutive che appaiono disorganizzate e disordinate. Questo tipo di valutazione non è in antitesi o sostitutiva della diagnosi classica dei disturbi specifici dell'apprendimento, bensì si pone come integrazione ed arricchimento del quadro individuale. Fornisce specifiche avvertenze didattiche per il lavoro nella scuola e la stesura del Piano Didattico Personalizzato e buone prassi da attuare nel contesto famigliare.

IL TRATTAMENTO ABILITATIVO

Come è possibile rendere la lettura, la scrittura e il calcolo più efficaci ed efficienti?

Attraverso l'esercizio e l'allenamento della fluidità.

Gli strumenti di lavoro sono costituiti da 12 Azioni Educative, ciascuna delle quali propone esercizi mirati e specifici allo sviluppo delle funzioni esecutive: l'autoanalisi, la motricità, la percezione, la memoria, il linguaggio, la grafo-motricità, i barrages, la letto-scrittura, la comprensione del testo, il calcolo, il pensiero, la narrazione.

Il trattamento CLIDD è abilitativo nel senso che l'obiettivo è quello di rendere il soggetto il più possibile autonomo, cioè abile nell'eseguire la lettura, la scrittura, il calcolo o la risoluzione di problemi matematici con fluidità.

In ogni seduta, della durata di un'ora, si lavora con tutte le 12 azioni con particolare attenzione all'aspetto metacognitivo e alla mediazione, cioè come “aiuto a far da soli”.

Il trattamento abilitativo è rivolto sia ai bambini sia agli adulti. Già a partire dai 5 anni è possibile rilevare quegli indicatori che possono costituire motivo di allertamento. Dai 6/7 anni, dal secondo semestre della prima classe primaria, si può già procedere con la valutazione pedagogica e il trattamento abilitativo, nell'ottica di un intervento precoce e tempestivo.

 

Referente: Dott.ssa Cova Barbara, psicopedagogista - Tel. 3478160612

SCARICA LA BROCHURE 

SCARICA L'APPROFONDIMENTO

 

Joomla templates by a4joomla